In questi giorni ho lavorato ad un film documentario: Don Camillo sconosciuto. Esiste un Don Camillo inedito al grande pubblico italiano? Per tutti coloro che non hanno mai visto o comprato i primi due film della celebre serie in lingua francese, andrebbero incontro ad una bella sorpresa. Infatti, "Le Petit Monde de don Camillo" e "Le Retour de don Camillo" non sono semplicemente le versioni doppiate in francese di "Don Camillo" (1952) e "Il ritorno di Don Camillo" (1953), ma praticamente due film diversi, in quanto contengono inquadrature e intere sequenze che non sono presenti nelle versioni in italiano.
Come qualcuno potrebbe pensare, non si trattò di un intervento censorio, ma di una precauzione del produttore Giuseppe Amato per evitare noie con la Chiesa, visti il protagonista sacerdote e il soggetto principale. La produzione venne affiancata ufficiosamente dalle autorità ecclesiastiche per modificare la sceneggiatura, renderla più addomesticata e leggera rispetto alla prima bozza, più fedele al romanzo originale, che ricordiamo aveva un tono più realistico e un parroco più litigioso, e intervenire in fase di montaggio. La figura chiave di questo intervento era monsignor Albino Galletto, che dal 1948 ricopriva la figura di assistente ecclesiastico dell’Ente dello Spettacolo, l’ordinamento del Centro Cattolico Cinematografico, nato nel 1935, che pubblicava, fra le altre, le Segnalazioni Cinematografiche con le valutazioni dei film programmati durante l’anno in Italia: fondamentale, in questo senso, avere una sua approvazione per la distribuzione regolare del film nelle migliaia di sale gestite dal Vaticano in tutta la Penisola; l’accordo, tuttavia, pur informale, non deve aver coinvolto la co-produzione francese, per questo fu concesso al regista Julien Duvivier di lasciare al montaggio numerose sequenze che Giuseppe Amato, il produttore, tagliò per la versione italiana (non senza protesta da parte di Giovannino Guareschi). In alcuni casi, si trattò di riprese differenti, un missaggio con alcune varianti al doppiaggio, e scene inedite nelle copie italiane. Queste differenze interessarono i primi due film della saga.
Questo documentario le raccoglie tutte, incluse un paio sfuggite agli autori dei libri, altamente consigliati, che mi hanno spinto a lavorare al documentario: Don Camillo mai visto, a cura di Egidio Bandini, Giorgio Casamatti, Guido Conti, MUP Editore, 2007, e Don Camillo e Peppone, cronache cinematografiche dalla Bassa Padana 1951-1965, di Riccardo Esposito (Le Mani, 2008).
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RispondiEliminaTi ringrazio davvero del commento e di seguire le scemenze che scrivo! Cerco sempre di raccontare ciò che mi piace, senza pretendere di dire cosa fa ridere, un vizio di molti (ma era Groucho Marx che diceva "non chiedermi cosa fa ridere. Ho lasciato l'argomento ai professori tanti anni fa")!
RispondiEliminaPosso dirti che il documentario su Don Camillo raccont quello che c'è da vedere sulle differenze fra le due versioni, ma non tutto quello che c'è da sapere! Spero di poter lavorare sui motivi, oltre all'inevitabile censura dell'epoca e sulle pressioni della Chiesa..
Un lavoro bellissimo e perfettamente realizzato. Ancora complimenti (ho provveduto a scaricarlo). :-)
RispondiEliminaGrazie a te che l'hai guardato ed apprezzato! Hai fatto bene a scaricarlo, fortunatamente nessuno ancora ha reclamato il copyright avendo usato praticamente 4 film - il complimento migliore l'ho ricevuto da Enrico Giacovelli, che l'aveva scambiato per un extra dvd
RispondiEliminaAndrea
Mi sono permesso di ripostarlo su: http://lexmat.blogspot.it/2013/10/don-camillo-sconosciuto.html
RispondiEliminaTi ringrazio e complimenti.
LexMat
lexmat.blogspot.it
Grazie a te di averlo diffuso :)
RispondiEliminaComplimenti per il lavoro svolto! Non hai materiale relativo all ultimo film incompiuto della saga?
RispondiEliminaHo letto su Wikipedia che era praticamente ultimato alla sospensione dei lavori per la prematura scomparsa del mitico Fernandel.
Ancora complimenti da uno che praticamente ha visto circa 50 volte tutta la saga. Oltretutto ho acquistato qualche anno fa il cofanetto in dvd versione olandese fatto come un breviario.
La ringrazio Achille del commento, apprezzo davvero! Per quanto riguarda "Don Camillo e i giovani d'oggi" ci sono discordanze sul contributo di Fernandel. Il sesto "Don Camillo" fu presentato alla stampa l'11 marzo 1970 per la regia di Christian-Jaque, con il primo ciak previsto a giugno. Il titolo provvisorio era "Don Camillo e i contestatori": il 10 agosto, le riprese si interrompono per un "raffreddore" di Fernandel. A Febbraio vengono rilevate le condizioni del comico. Il 26 febbraio 1971, come sappiamo, Fernandel muore in seguito a quello che era in realtà un tumore.
RispondiEliminaIl film, sospeso ad agosto del '70, non venne più ripreso. Intervistato il 28 febbraio '71, Gino Cervi rivelò alla "Stampa": "Avevamo girato 1200 metri di pellicola a colori, ma Fernand era impaziente. Fece una cosa strana. Registrò in anticipo tutto il sonoro dell'intero film. Chissà. Forse pensava che se lui avesse dovuto rinunziare, il film poteva essere portato a termine anche con una controfigura e il suo pubblico lo avrebbe riconosciuto almeno dalla voce. E lo avrebbe ricordato". Il 12 ottobre '71, la notizia che il film sarà continuato, o meglio rigirato ex novo, da Mario Camerini con Gastone Moschin al posto di Fernandel.
Io non ho materiale, e sopravvive un filmato Luce sulla lavorazione che ci mostra Cervi e Fernandel per l'ultima volta nei panni di Peppone e Don Camillo. Alcune fonti dicono che mancava veramente poco alla fine del film quando Fernandel fu costretto al ricovero, dopo 2 mesi dal primo ciak, mentre secondo Cervi almeno la metà era stata completata. Per essere esatti, sono altri due i cinegiornali girati sulla lavorazione del film: Caleidoscopio C.I.A.C. N. 1975 (settembre 1970) e Radar Film giornale di attualità N. 385 (ottobre 1970).
Dove è finito il "girato"? Quasi tutte le fonti mi indicano la Cineteca di Bologna. I giornalieri stanno lì, a fare la polvere..
Complimenti Andrea, sono un fan di tutta la saga e vedere certe immagini per la prima volta è stato emozioannte.
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RispondiEliminaComplimenti, ottimo lavoro!
RispondiEliminaottimo lavoro ma a me piace molto quella italiana più soft. quella francese non tanto per vari motivi. però non capisco perchè molte riprese sono state censurate in italia bho
RispondiEliminaInteressante documentazione e uno scorcio di quell'Italia che ormai non esiste piú. Grandi personaggi iconici della mia terra
RispondiEliminaBuongiorno,
RispondiEliminaho trovato il Suo filmato molto bello è fatto in modo professionale, ho scaricato il file (si può fare spero).
Grazie per questa Sua creazione.
Saluti
Grazie per il suo lavoro. Veramente interessante.
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